Montelio – Master Enologia (4 di 4)

In data 21-3-15 si è tenuto il quarto ed ultimo appuntamento del Master di Enologia presso l’Azienda Montelio. Temi della giornata, l’imbottigliamento ed i sistemi di chiusura.

Il soggetto della giornata ha comportato ben poche annotazioni che comunque vanno a completare le quattro lezioni dedicate al Master.

Visitando l’azienda a fine marzo c’è stata la possibilità di vedere i primi vini, nello specifico i bianchi, all’imbottigliamento.

Tappi

In azienda fanno bella presenza bottiglie con doppio tappo. E’ stato infatti adottato un tappo a corona per garantire maggiore sicurezza con un sottostante tappo in sughero. Quest’ultimo è stato scelto per un fattore estetico (vedi foto di seguito).

Per quanto riguarda la produzione del sughero prima si scortecciava l’albero ogni 14 anni, mentre ora dopo solo 9 ed utilizzando un’area maggiore della pianta. Questo implica una qualità inferiore del tappo.
Il maggiore produttore di tappi da sughero è la Spagna col 60% mondiale, seguita da Portogallo, Italia (Sardegna), Marocco ed Algeria.

Il tappo a fungo già dopo tre anni incomincia a perdere, sarebbe meglio quindi sostituirlo.

NB: se un vino sa di tappo, lo sa da subito nella bottiglia dopo che viene tappato e non è per la permanenza prolungata.

Ora esistono diversi tappi alternativi come quello a vite, in vetro od a corona. Quest’ultimo, ad esempio, costa poco ed è ottimo qualitativamente ma non è remunerativo a livello di business ed anche per questo motivo non viene utilizzato.

Bottiglie

Esistono in commercio troppe tipologie rispetto alle reali necessità. L’aspetto cromatico dovrebbe garantire una bottiglia scura per far si che filtri il meno possibile la luce.

Per il rosato, che tra l’altro è il più delicato, viene usata generalmente la bottiglia di vetro chiaro che comporta un alto rischio del difetto dovuto alla luce. Andrebbe quindi bevuta nel più breve tempo possibile e riposta in locali scuri.

Più pesa la bottiglia maggiore sarà il costo della stessa. L’ideale è che sia almeno di 5 etti.

Vedi anche:

Master di Enologia (1 di 4)
Master di Enologia (2 di 4)
Master di Enologia (3 di 4)

Testo e foto di Massimo Beccegato

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