Rivetti e Lauro – Nebbiolo della Valtellina

Grazie ad un’iniziativa di AIS Varese è stata possibile un’interessante serata con l’azienda Rivetti e Lauro raccontata dallo stesso Rivetti che, con l’auto dall’esperta mano dell’ex agronomo di Nino Negri Lauro, ha iniziato quest’avventura nel 2009.

Filosofia aziendale è quella di rendere già bevibile il nebbiolo prima della media mantenendo comunque l’innata capacità d’invecchiamento. I nebbioli in purezza sono sempre presentati come cru nel massimo rispetto delle vigne.
Vitigno d’elezione quindi è il nebbiolo, considerato per “colti” (come del resto il pinot nero). Uva difficile da coltivare che necessita di molte cure. Nebbiolo che in Valtellina viene coltivato a ritocchino.
Le sottozone della DOCG Valtellina Superiore sono dal basso verso l’alto della valle, Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno, Valgella, ma in realtà è la fascia altimetrica che da valore indipendentemente dalla zona stessa (anche se poi nelle sottozone esistono differenze).

Vini degustati:

  1. IGT Cormelò, nebbiolo 90%, merlot 10%
    Nebbiolo in botte grande mentre merlot in tonneau. Il merlot non comune nella zona si è comunque adattato bene (e per il produttore si è adattato anche al nebbiolo). Da notare come in altri vini si usi anche il syrah confermando come il vitigno che accompagna il nebbiolo debba essere di una certa importanza. Il merlot rende più facile il primo impatto in bocca oltre che domare la buona acidità (che garantisce un’ottima propensione all’invecchiamento in legno) del nebbiolo Si è voluto quindi creare un vino informale, subito bevibile e semplice.
  2. DOCG Uì 298 Sassella, nebbiolo 100%
    Spicca una notevole sapidità dovuta al terreno e note morbide. 19 giorni di macerazione più malolattica. Due anni in botte grande e bottiglia per esaltare l’uva.
  3. DOCG Sforzato dell’Orco, nebbiolo 100% con appassimento di 3-4 mesi
    Anticamente si raccoglieva l’uva immatura facendola maturare su graticci nelle case per poi far ripartire, sforzando appunto, la fermentazione con uva nuova. Ora è dato da uve al 100% pulite in vigna, messe in cassette e fatte appassire nel fruttaio per 3 mesi. La particolarità dell’azienda è quella di prelevare metà della massa in appassimento per portarla all’aperto proseguendo col freddo per una sorta di criomacerazione. Al naso si ottiene quindi un fruttato senza note di surmaturazione. Sforzato che risulta fuori dai consueti schemi, ma di indubbio fascino ed eleganza.

Testo e foto di Massimo Beccegato

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