Mantova

Visitare Mantova non partendo subito da Mantova, o meglio, il mio consiglio è quello di fermarsi una decina di minuti nel piccolo parco munito di un comodo posteggio (Campo Canoa) vicino a via Lunetta appena prima del ponte che porta al centro (vedi mappa punto 1). Da questa posizione privilegiata si può assistere alla vista più suggestiva della città. Il profilo si staglia a sagomare il cielo piatto mentre i riflessi tenui sull’acqua si avvicinano tremolanti, spezzati da qualche sporadica imbarcazione. Ho tenuto questo punto fotografico sia prima che dopo la visita della città per approfittare della rotazione del sole che tinge diversamente la vista cambiando le sensazioni. Più avanti nell’articolo ho messo due foto di fine giornata per un ritorno in macchina pieno di ricordi indelebili.

Proseguendo all’esterno del Lago Inferiore si raggiunge Palazzo Te nella parte meridionale del centro. Comodo il Posteggio di Viale Te gratuito ed ampio (vedi mappa punto 2). Opera di Giulio Romano su commissione di Federico II Gonzaga costruito tra il 1524 e il 1534. La visita al Palazzo è d’obbligo, l’esterno sobrio cela un’esplosione di affreschi di fattura elevatissima.

Lasciando Palazzo Te si risale verso il centro. Ho ripreso la visita lasciando la macchina al parcheggio Mazzini nell’omonima via (vedi mappa punto 3), anche perché lì vicino avevo prenotato il ristorante (vedi mappa punto 4), ma è comunque un buon punto di partenza dato che poco più su parte il nucleo storico (a nord del Rio). I monumenti principali si sviluppano sullo stesso asse (vedi mappa punto 5). Senza descrivere nei dettagli, che potete trovare in qualsiasi guida, annoto: Castello di San Giorgio, Piazza Sordello col Duomo dalla stupenda cupola affrescata, Piazza delle Erbe con la Rotonda di San Lorenzo e la Torre dell’Orologio oltre alla Basilica di Sant’Andrea che al suo interno, oltre a decorazioni superlative, custodisce il Sangue di Cristo.

Qui di seguito le foto del profilo di Mantova. Chiunque può fare una bella foto, basta cliccare dal punto che vi ho suggerito (vedi mappa punto 1). Se scegliete l’ora giusta i toni potranno aiutarvi a renderla ancora più bella. Personalmente mi sono ripromesso di tornare di notte ed immortalarla con le luci accese per un fascino ancora diverso.

Ultima annotazione è sulla gastronomia locale, che offre piatti semplici ma gustosi. Di sicuro va ricordato il risotto alla mantovana, risotto con pesto di maiale, ma anche i sorbir d’agnoli, agnoli in brodo che hanno una particolarità curiosa legata più al tempo passato, ma che ho voluto provare lo stesso, e cioè quella di aggiungere al brodo un goccio di lambrusco. Ed ancora, salumi ed in particolare il cotechino che si sposano con polenta o pane mantovano. Per accompagnare il tutto uno spartano lambrusco, senza fronzoli ma che pulisce il palato dalla tendenza grassa dei salumi. Per concludere, l’immancabile sbrisolona, dolce povero, duro ma friabile che ha ottenuto anche la DOP. E’ mancato nel mio pranzo la zucca che indubbiamente in queste zone ha un ruolo da protagonista, tenetela quindi presente nelle vostre scelte. Un indirizzo che ho provato è l’Osteria dell’Oca, via Trieste 10 (vedi mappa punto 4), con un buon rapporto qualità prezzo. Forse il risotto non mi ha entusiasmato, ma il resto era tutto molto piacevole.

Testo e foto di Massimo Beccegato

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