Vignaioli Indipendenti – Piacenza Expo 2013

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Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre si è svolta la terza edizione del Mercato dei Vigniaioli Indipendenti presso la fiera di Piacienza Expo.

Per far capire ai non addetti ai lavori chi siano i Vigniaioli Indipendenti riporto la descrizione tratta dal loro sito ufficiale www.fivi.it (FIVI Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti).

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di
fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani.

La FIVI raggruppa viticoltori che soddisfano i seguenti criteri:

Il vignaiolo che coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta.

Il vignaiolo rinuncia all’acquisto dell’uva o del vino a fini commerciali. Comprerà uva soltanto per estreme esigenze di vinificazione, in conformità con le leggi in vigore.

Il vignaiolo rispetta le norme enologiche della professione, limitando l’uso di additivi inutili e costosi, concentrando la sua attenzione sulla produzione di uve sane che non hanno bisogno del maquillage di cantina.

Dopo le delucidazioni del caso inoltriamoci tra le file dei bachi di degustazioni delle varie aziende. Subito si nota come non sia organizzato per regioni, ma siano posizionati come un puzzle scomposto. Al primo impatto crea un poco di disorientamento, ma successivamente, questa disorganizzazione organizzata premia perché evita di concentrarsi sulle regioni più gettonate trascurando le meno note. Una miscellanea che va ad incuriosire il visitatore che si trova così a passeggiare tra varie realtà lasciandosi ammaliare non dalla fama regionale, ma dalla singola azienda. Ci si imbatte quindi nei più classici Barolo, Primitivo di Manduria, Lambrusco, ma anche un Asprinio d’Aversa della Campania (coltivati a vite maritata) o persino un vitigno autoctono della Bulgaria, solo per citarne alcuni.

La visita, non essendo congestionata da folle oceaniche, regala un’interazione effettiva tra visitatore e produttore e sovente ci si lascia andare a lunghi discorsi motivati dalla comune passione enologica. Questo aspetto emerge prepotente da questa manifestazione. Pensando a fiere più quotate dove chi propone il vino di aziende blasonate conosce più l’aspetto economico e di marketing rispetto a quello produttivo, mi rimane il ricordo del palmo di una mano scuro del lavoro in vigna e cantina, che si allunga a stringere la mia trasmettendomi la passione che lega i Vignaioli Indipendenti al loro lavoro.

Consiglio

Unica piccola pecca sono i carrelli messi a disposizione di chi voglia comprare diverse bottiglie. Il consiglio è di accaparrarsene uno appena entrati!

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Testo e foto di Massimo Beccegato

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