Secondo livello corso AIS filtrato a New York

Come definire il secondo livello del corso AIS? Domanda impervia e di mille letture. Al primo impatto ci si trova sommersi ed indifesi sotto il peso di elenchi di DOCG, DOC, vitigni, zone vitivinicole. Questo impatto è duro e crea preoccupazioni pensando all’esame finale. Poi qualche insegnante accenna all’importanza di questo corso, di come possa servire anche più degli altri a livello pratico, di come sia in ambito lavorativo che privato, questo studio aiuti nella scelta di uno specifico vino, conoscendo cosa possano offrire le svariate aree produttive, oltre che i vitigni. Man mano che passano le lezioni affianco al puro nozionismo un interesse che finora non avevo scoperto e che forse è uno dei miei maggiori interessi. Il vino può divenire un ulteriore metodo di conoscenza del territorio. Durante le lezioni si scandaglia regione per regione, provincia per provincia tutta l’Italia (per nostra fortuna quasi tutto il nostro territorio è produttivo) ed in conclusione di corso si esce dai confini per conoscere a livello mondiale tutte le produzioni vitivinicole. Si rimane stupiti da come gli insegnati conoscano singole vallate, colline, fiumi che accarezzano vigneti sconosciuti. La mia fame di conoscere nuovi posti viene spinta oltre con un metodo conoscitivo impensato: il vino. La voglia di viaggiare mi ha sempre spinto alla ricerca del nuovo, dello sconosciuto. Il turismo enogastronomico mi ha aiutato ad aumentare il livello conoscitivo dei paesi visitati, ma l’insospettata meticolosità con cui i sommelier conoscono i territori vinicoli da un ulteriore valore aggiunto. Cibo e vino aiutano ad apprezzare e vivere maggiormente luoghi a noi lontani, soprattutto all’estero. E’ pazzesco vedere come molte agenzie di viaggio mettano come vanto promozionale il fatto che il tal albergo o la tal crociera facciano cucina italiana o comunque internazionale per rassicurare il turista. Ma rassicurarlo da cosa? Dal non conoscere nuove culture, non apprezzare tipicità locali che a volte svelano veri gioielli. Adoro provare ogni cosa, possibilmente sconosciuta o nota per fama, ma mai provata. Lo studio aiuta però a filtrare le varie proposte ed a sapere scegliere già in anticipo le primizie. E cosa regala il secondo corso AIS? La cultura che permette di scegliere con cognizione di causa al meglio della qualità e della tipicità.

456 New York_

Come casualità, poco dopo la conclusione del corso, ho avuto l’opportunità nelle vacanze natalizie di visitare New York. Crogiolo di infinite culture ed opportunità, mix di etnie, sperimentazione e ricerca. Dopo le visite di rito allora mi spingo, grazie alla mia guida, all’enoteca “Acker, Merrall & Condit Wine Merchants” e su consiglio dell’illuminante insegnate Guido Invernizzi, che ha tenuto la lezione sulla viticultura nei principali paesi del mondo, recupero un Pinot nero dell’Oregon. Lo assaggerò in Italia pensando agli Stati Uniti, ma anche al prossimo viaggio (e vino!).

212 New York - Cosmopolitan Hotel + Pinot Nero dell'Oregon

454 New York - Statua della Libertà

Testo e foto di Massimo Beccegato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...