Manifestazione “Distillerie aperte” e Distilleria Rossi d’Angera

Grazie alla manifestazione nazionale “Distillerie aperte” tenutasi  domenica 7 ottobre si è data l’opportunità di visitare varie realtà, che difficilmente sarebbero conosciute se non unicamente nel prodotto finale. Una manifestazione che permette di riscoprire anche la grappa, il distillato italiano più famoso al mondo, anche nelle fasi di produzione. Una di queste, orgoglio della provincia di Varese è la storica Distilleria Rossi d’Angera. Ad accogliere il pubblico è Arturo Rossi in persona, che subito inizia la visita con l’arrivo delle vinacce. Colore e sentori di vino che presto daranno il distillato anche grazie all’uso di vinacce, che grazie alla pressatura soffice, contengono ancora materia per un prodotto d’eccellenza. Vinacce che per l’80% arrivano dai vini IGT Ronchi Varesini di Cascina Piano, anch’essa  di Angera.

Distilleria Rossi D'Angera 001 Vinacce Distilleria Rossi D'Angera 003 Vinacce Distilleria Rossi D'Angera 006

 Il percorso è breve, concatenato uno all’altro il sistema di produzione porta all’alambicco discontinuo. Si può osservare in un cilindro di vitrea trasparenza la raccolta delle teste, mentre le code verranno poi prelevate dalla base della colonna e riutilizzate nuovamente. Ogni singola giunzione dei tubi ed ogni strumentazione possiede un rigoroso piombino indice del controllo dello stato. Anche la barricaia è chiusa dietro un cancello e piombata, ma non frena la fantasia di pensare al distillato che riposa abbracciato da doghe di rovere.

Distilleria Rossi D'Angera 013 Piatto distillatore Distilleria Rossi D'Angera 040 Distilleria Rossi D'Angera 032 Teste Distilleria Rossi D'Angera 029 72 gradi Distilleria Rossi D'Angera 022 Barricaia Distilleria Rossi D'Angera 018

La storia della Distilleria Rossi d’Angera è ormai ben più che centenaria. Gli inizi risalgono al 1847 quando Bernardo Rossi fondò l’azienda. Subito puntò sulla qualità decidendo di distillare solo vinacce fresche e da singolo vitigno, di usare un alambicco discontinuo composto da caldaiette in rame a passaggio di vapore e di invecchiare il distillato in piccole botti con legni e tostature differenti. Una ricerca di qualità che verrà premiata nel 1931 da Vittorio Emanuele III con il Brevetto della Real Casa Savoia. Non sarà comunque l’unico riconoscimento, l’elenco infatti è innumerevole e negli ultimi anni ha quasi cadenza annuale. Entrando nel nuovo millennio la Rossi d’Angera ha deciso, coadiuvata dalla prestigiosa consulenza di Antonella Bocchino dell’omonima azienda, di avviare un processo di restyling dei prodotti e di proporre una nuova Linea Luxury costituita da grappe e liquori artigianali legati alle singole zone di produzione, riserve millesimate dai lunghi invecchiamenti  (grappa Altana del Borgo, moscato millesimato 1991, 1998, 2001) e spiriti a base di frutta che racchiudono i sapori del territorio. Questa opera di restyling non trascura neanche l’estetica del prodotto stesso grazie al lavoro del grande designer Giacomo Bersanetti. Grazie anche a queste innovazioni Rossi d’Angera ora punta molto anche all’export verso diverse nazioni europee ed anche in Cina.
Per le degustazioni dei distillati Rossi d’Angera è possibile andare alla Barricaia del Puntale, ora anche sede dell’Associazione Italiana Sommelier di Varese, presso il Borgo di Mustonate.

Testo e foto di Massimo Beccegato

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